Torna la Mostra del Cinema di Taranto, film contest dall’1° dicembre

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Torna la kermesse dedicata al cinema che dal 2016 riunisce autori e produttori internazionali sul palco della Mostra del Cinema di Taranto. Pellicole pronte dall’1 al 5 dicembre prossimi per l’edizione dedicata al tema ‘Utopia’, rinviata a causa della prima ondata pandemica, che ospitera’ i lavori in concorso, workshop, masterclass e giornate formative. Tutto gratuito e online su http://www.mostracinemataranto.com e su http://www.levantefilmfest.com, oltre ai canali social (Facebook, Youtube, Instagram e Twitter) legati alla manifestazione. Gli utenti avranno la possibilita’ di votare i film in gara e la loro valutazione sara’ sommata a quella della giuria di esperti, composta da Corrado Azzollini, giornalista e produttore, dagli attori Azzurra Martino e Ignazio Oliva, dallo scenografo Gaetano Russo e dal regista Habib Mestiri. Queste le pellicole selezionate: “Un voto all’italiana” di Paolo Sassanelli, “San Cipriano Road” di Lea Schlude, “A Vif” di Felicien Pinot, “Uva” di Roberto Moretto, “Il cammino di Taras” di Michele A.Tironi, “Mother Fortress” di Maria L. Forenza, “Kolossal” di Antonio Andrisani, “Il mio cinema” di Kazuya Ashizawa, “Tina Pica” di Daniele Ceccarini, “Aquarium” di Lorenzo Puntoni, “Memory, mask and machine in the theatre of Robert Lapage” di Annamaria Monteverdi, “Il regalo di Alice” di Gabriele Marino, “Le Petit” di Lorenzo Bianchi, “Il Natale di Greta” di Lorenzo Trane, “Six” di Anar Asimov. “Il tema scelto per questa edizione, a completamento del trittico iniziato nel 2016 con Identita’, proseguito nel 2017/2018 con Metamorfosi, questa volta riguardera’ l’Utopia – commenta il direttore artistico Mimmo Mongelli – come gia’ scritto e sviluppato dal filosofo Valerio Meattini”. A tal proposito, verra’ pubblicata online una rassegna di tre film, proprio sul tema ‘Utopia’, a cura di Roberto Gambacorta. “I temi che trattiamo in questa edizione che abbiamo dovuto rinviare causa Covid – conclude Mongelli – sono fortemente legati a quella volonta’ di riscatto che si sta diffondendo nelle nuove generazioni tarantine e negli strati piu’ sensibili della popolazione del territorio”.

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